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Una mattina al Lazzaretto di Verona

Lazzaretto di Verona

Mi rifaccio viva dopo… un bel po’ di tempo😳…

Nuovi impegni e la mia solita carenza di energia hanno contribuito a rendermi piuttosto assente sui social e su internet in generale, salvo il mio blog su tumblr dove comunque per la massima parte non faccio che ribloggare post creati da altri…

Spero che il mio cervello mi permetta di ricominciare a essere più attiva in rete nelle prossime settimane!

Nel frattempo i corsi della Scuola di Manga tenuti da me sono cominciati sia online sia nella nuova sede di Mantova e stanno andando molto meglio del previsto! Sono molto contenta, e spero che anche i ragazzi lo siano! Al momento li sto torturando bene bene con un bel po’ di anatomia.

Nel caso vi interessasse iscrivervi c’è ancora qualche posto libero, ma si stanno esaurendo in fretta! Se invece vi piacerebbe provare una o due lezioni di disegno/manga private (online), contattatemi direttamente e ci metteremo d’accordo!🤗

Ed ora qualche foto dalla gita al parco dell’Adige+Lazzaretto di Verona!

L’altro giorno qui a Verona siamo stati abbastanza fortunati da avere una bellissima giornata di sole, e quale occasione migliore per andare a fare un giretto al parco dell’Adige? Si tratta di un’area naturale protetta dal comune di Verona che comprende due grandi zone attraversate dal fiume, quella nord nella zona della diga del Chievo e poi più su all’altezza di Parona (ma sulla riva opposta); e quella sud, che comprende l’intera ansa del fiume nell’area di San Pancrazio e, sull’altra sponda, Villa Buri con il suo parco.

Parco dell'Adige Sud
Cartina del Parco dell’Adige Sud rubacchiata da Santo Google Maps, cliccare per ingrandire

Proprio nell’ansa, a pochi passi dal fiume, sorgono le rovine del Lazzaretto di Verona. Non c’ero mai stata prima, e l’esperienza è stata stupenda. Trovandosi in un’area protetta, ciò che rimane della struttura è ancora immerso nella natura, senza quasi nulla intorno salvo l’unica strada che permette di arrivare (se si escludono i sentieri in mezzo ai boschi e ai campi).

Noi abbiamo lasciato la macchina prima del ponte sull’Adige e invece di tagliare per il borgo di San Pancrazio, abbiamo fatto una bella passeggiata tra gli alberi sul lungadige. Ami era contentissima! Un sacco di cose nuove da annusare!!🤭

Parco dell'Adige Sud
Ecco la mia Amina tutta allegra e felice!🥰
Le rovine iniziano ad emergere dalla vegetazione…

Nel caso qualcuno non lo sapesse, secoli fa il Lazzaretto era un luogo utilizzato per il ricovero (e la reclusione) dei malati di peste. E’ famoso ad esempio quello di Milano, perché descritto ne I Promessi Sposi del Manzoni (rimembranze scolastiche in corso). Sia a Milano che a Verona, al giorno d’oggi l’unica struttura rimasta facilmente riconoscibile è la chiesa che si trovava al centro del Lazzaretto, in modo che tutti coloro che vi risiedevano potessero assistere alla messa.

Siccome nelle foto generalmente viene inquadrata soltanto la chiesa, pensavo che non fosse rimasto nient’altro del complesso. Invece, visitandolo di persona è ancora possibile vedere una parte dei muri del porticato rettangolare e perfino una piccola parte degli alloggi dei malati. Considerando anche la bellezza dell’ambiente naturale, vale sicuramente una visita!

Il Lazzaretto di Verona fu costruito tra il 1548, con la presentazione del progetto di Michele Sanmicheli (o di Giangiacomo Sanguinetto) e il 1628, quando l’opera fu completata. Ben ottant’anni di lavori proceduti estremamente a rilento (l’Italia non è mai cambiata, a quanto pare), ma per un colpo di fortuna conclusisi pochissimo prima dello scoppio della peste del 1630. Durante l’epidemia più di 5000 persone vennero ammassate qui dentro, tanto che lo spazio venne a mancare e le autorità furono costrette a costruire in fretta e furia altri piccoli lazzaretti improvvisati in giro per la provincia di Verona.

Guest star Ami! Sempre più felice, perché ha trovato anche un bel prato grande in cui correre!

Il Lazzaretto di Verona era ancora per la gran parte in piedi negli anni 20/30 del ‘900, ed è quindi visibile in alcune foto dell’epoca. Nella seconda, risalente agli anni 30, si vede la chiesa col tetto già in gran parte crollato all’inizio del secolo.

Non c’entra niente ma quanto è carina quella macchinina? Ne voglio una!

E poi… beh, è poi è arrivata la guerra a rovinare tutto, come al solito. Il Lazzaretto fu trasformato in un deposito di materiale bellico, e nel 1945 subì prima una parziale distruzione da parte dei fascisti, e infine un incidente lo rase al suolo pressoché del tutto. Alcuni veronesi si erano introdotti nel lazzaretto per recuperare bossoli e altri oggetti da poter rivendere o riutilizzare, e qualcuno fece accidentalmente saltare un ordigno. Nell’esplosione morirono ben 30 persone e la struttura venne definitivamente abbandonata.

A tutt’oggi la bonifica del luogo non è ancora stata completata, per cui nella zona circostante la chiesa si vedono qui e là dei cartelli con l’avvertimento “ATTENZIONE PERICOLO DI MORTE”, che è un eccitante contorno alla propria tranquilla gitarella fuori porta!😄

I lavori di bonifica, restauro e riqualificazione sono stati affidati al FAI nel 2014, e come si nota dalle foto sono stati in parte eseguiti. Ma poi hanno subito una battuta d’arresto per mancanza di fondi e al momento sono fermi. Non solo, ma pare che a causa dell’emergenza Covid-19 e la conseguente sospensione delle giornate FAI di primavera, l’ente abbia deciso di terminare il contratto con il comune di Verona prima del previsto. Per cui, che io sappia, oggi la manutenzione minima del Lazzaretto è portata avanti solo dell’associazione di quartiere “Amici del Lazzaretto”…🤔

In ogni caso, la giornata è stata splendida e la mia Amina adorata si è divertita tantissimo, ha corso e saltato a perdifiato e annusato un sacco di cose nuove! Esperienza da ripetere, senz’altro!

Se vi trovate in zona, considerate l’idea di farvi una bella passeggiata!😊

Links utili per approfondire

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