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Impara a colorare da 0 a 100 in 10 minuti

impara a colorare

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Per prima cosa voglio rispondere alla domanda ansiosa che sento aleggiare nelle vostre testoline in questo momento: imparare a colorare in 10 minuti? Com’è possibile?

Ebbene sì, è possibile! E’ chiaro che oggi non diventerete dei novelli Tiziano o Caravaggio. Ma da “non sono per niente capace di colorare” a “so colorare in modo accettabile” il passo è molto più breve di quello che pensate. Una volta finito di leggere questo tutorial, avrete imparato a colorare in modo da valorizzare i vostri disegni invece di sminuirli!

Ogni artista ha il suo percorso personale e trova più facile esprimersi con certi strumenti piuttosto che altri. Ad esempio nel mio caso mi sono sempre trovata benissimo col disegno, ma per anni ho fatto a pugni con la colorazione. E tutt’ora a volte ci litigo seriamente!

Chiariamoci: colorare in modo professionale è un’abilità che si impara con anni di studio, di osservazione e di esercizio costante. Ci sono però alcuni “trucchetti” che io ho imparato con grande lentezza e fatica, ma che invece, se spiegati in modo intuitivo, sono veramente semplicissimi da apprendere! E se leggerete questo post da cima a fondo e applicherete i consigli qui che vi darò, potrete cominciare a colorare in modo molto più gradevole per lo spettatore letteralmente già da oggi stesso!!

Gli ingredienti del colore

Tranquilli, non vi annoierò con un papiro di informazioni scientifiche su radiazioni elettromagnetiche e spettro visibile e compagnia bella, anche perché trovate tutto quanto su wikipedia, spiegato molto meglio di come potrei fare io.

Per quello che interessa a noi come artisti, il colore è una sensazione, e quindi soggettiva. Alcuni grandi nomi dell’arte come Vasilij Kandinskij hanno provato a determinare ciò che ciascun colore tende a suscitare nello spettatore, sia come effetto fisico momentaneo, sia ad un livello psichico più profondo (se vi interessa, leggetevi il paragrafo sullo Spirituale nell’Arte). Ad esempio il giallo sarebbe legato alla vitalità e all’irrazionalità, mentre il blu all’indifferenza, alla distanza e alla profondità. E’ un discorso estremamente interessante, a cui magari dedicheremo più attenzione un’altra volta.

Questa è la ruota del colore, probabilmente l’avrete vista migliaia di volte dalla scuola elementare in poi! In questa versione vengono differenziati i colori primari

  • blu
  • giallo
  • rosso

da quelli secondari, che nascono dalla combinazione dei colori primari (ad esempio, blu e giallo danno il verde), e quelli terziari, dalla combinazione di un colore primario con uno secondario (per ora questi li lasceremo stare per evitare complicazioni).

Il colore però non è determinato da un singolo ingrediente, ma da tre:

  • hue (tonalità)
  • saturation (saturazione)
  • value (luminosità)

Hue (tonalità)

Abbiamo visto che il colore, rappresentato sulla ruota, è essenzialmente uno spettro. La tonalità (in inglese “hue”) rappresenta la posizione in cui ci troviamo in questo spettro in rapporto ai tre colori primari. Rosso, viola, arancione, verde… non importa se sono più o meno vibranti e più o meno luminosi: sono tutti “tonalità”.

Saturation (saturazione)

La saturazione rappresenta quanto intenso e vibrante è un certo colore. E’ uno spettro che va dal colore al suo stato puro, al grigio, con tutti i passaggi che stanno nel mezzo.

Ecco come cambia il colore sullo spettro della saturazione: più puro e vibrante a destra, più tenue e tendente al grigio a sinistra.

Value/Brightness (luminosità)

Questo termine parla da solo, almeno in italiano: è il grado di luminosità del colore, ossia quanto bianco (o al contrario, quanto nero) è presente in un certo colore. Più bianco c’è, più il colore sarà luminoso. Al contrario, aggiungendo del nero otterremo un colore più scuro. Piuttosto intuitivo, no?

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ydZz63H.gif

Come usare i colori insieme

Adesso che abbiamo un’idea più precisa di com’è composto un singolo colore, possiamo cominciare a ragionare su come accostare diversi colori…

Ok, che ne dite di questo capolavoro?? Solo critiche costruttive, mi raccomando!!

Se in questo momento i vostri occhietti stanno lacrimando e chiedendo pietà, vuol dire che ho raggiunto il mio obiettivo: questa illustrazione è assolutamente inguardabile!!!

Chiunque potrebbe raggiungere questa conclusione in modo istintivo, ma noi da bravi artisti dobbiamo chiederci “perché”. E le ragioni sono più di una!

Less (colors) is more

La prima ragione, e forse la più ovvia, è che ci sono troppi colori diversi e slegati tra di loro. La ruota dei colori che abbiamo visto prima è allegra da vedere, ma a meno che non vogliate dipingere una bandiera del gay pride (ottimo soggetto! approvo!!), non è il caso di usare tutti quei colori in una singola illustrazione.

I colori che decidete di usare devono trasmettere un mood, e certe tonalità sono più indicate di altre per ottenere quel mood. Ricordiamo il nostro Kandinskji e le sue teorie sulle sensazioni fisiche e psichiche trasmesse dai vari colori!

I colori sono come le spezie: scegliete quelle giuste e otterrete un piatto saporito; mettetele tutte quante insieme e il vostro piatto sarà del tutto immangiabile!

Troppa saturazione

I colori vibranti catturano l’occhio molto più di quelli spenti… ma questo non significa che siano “migliori”. Anzi, abusate della saturazione e i vostri spettatori saranno costretti a tirare fuori gli occhiali da sole per guardare il vostro capolavoro! Soprattutto, utilizzando tutti i colori alla loro massima saturazione, non fornirete alcuna guida all’occhio di chi guarda, che non saprà dove concentrarsi. Cercherà di concentrarsi su tutto contemporaneamente… e quindi alla fine non si concentrerà davvero su nulla.

Quasi nessun contrasto

Forse tutti quei colori saturi vi hanno confusi abbastanza da pensare che in quell’orrore di illustrazione ci fosse un grande contrasto tra di loro. Beh… non è proprio così. Proviamo a desaturare completamente l’immagine e stiamo a vedere cosa esce….

Come potete vedere, il grande contrasto della prima versione era un’illusione data dai troppi colori che facevano a pugni tra di loro. In realtà, una volta tolta di mezzo la saturazione, la luminosità della gran parte di quei colori risulta più o meno sempre allo stesso livello. Il risultato è solo una gran massa di grigio, che non stimola minimamente l’occhio.

Cosa fare allora?

I consigli che posso darvi sono molto semplici, ma fondamentali:

  • Riducete il numero di colori della vostra tavolozza
  • Riducete la saturazione
  • Variate la luminosità per ottenere maggiore contrasto

Proviamo a mettere in pratica queste dritte, e vediamo se possiamo rendere l’illustrazione per lo meno accettabile!

In questa versione ho limitato la tavolozza al verde, giallo e azzurro, e ho abbassato la saturazione. Già meglio, giusto? Per lo meno adesso guardandola non si lacrima come assistendo al finale di Titanic! Questo non significa che non si possano usare i colori saturi. In effetti, quel giallo è piuttosto saturo! Ma è anche poco presente, perché altrimenti diventerebbe subito preponderante.

E la prova contrasto? Diamo un’occhiatina…

Eccola qui. L’occhio viene guidato dritto dritto sul castello, invece di vagare sconsolato in giro per l’illustrazione!

Ed eccoci arrivati alla fine del nostro super brevissimo tutorial di base sull’uso del colore. Provate a mettere in pratica questi consigli e vedete un po’ se i vostri lavori miglioreranno! Se avete bisogno di chiarimenti, oppure vi farebbe piacere che dessi un’occhiata alle vostre creazioni, lasciate un commento qui sotto!

Alla prossima!

[L’opera utilizzata per il titolo di questo articolo appartiene all’artista Vasilij Kandinskij.]

Libri per approfondire

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